A questo punto del corso, stiamo per fare un cambio di direzione. Ci lasciamo alle spalle il mondo di Omero e e questo mondo ricco di avventure che vengono raccontate nella Poesia di omero. E ci stiamo per muovere in un diverso genere di narrativa. Nelle prossime due settimane andremo a vedere aspetti che ci porteranno a conoscere da vicino gli dei. Spenderemo del tempo nei loro templi, e ci occuperemo di conoscerli oltre a conoscere cosa amano e cosa non gli piace. Ci apprestiamo ad entrare in stretto contatto con loro e conoscerli nel profondo. Ci è stato dato un punto di vista su di loro da Omero, ma il nostro personaggio principale è pur sempre un uomo, nel senso di essere maschile ed è su di questo che ci eravamo focalizzati realmente. Gli dei erano li, certo, sembravano piuttosto interessati agli avvenimenti perché osservavano i sentimenti degli uomini. Ma non sarà così ora che passiamo ad altro. Ciò che facciamo ora è immergerci nell'epica del poeta Esiodo intitolata La Teogonia, ed inoltre nella settimana prossima osserveremo una collezione di inni conosciuta tradizionalmente come Gli Inni Omerici. Ognuno di questi poemi ci porterà all'interno di un'ambiente divino. Avremo la possibilità di poter vedere cosa sente ad essere nei loro panni. Se partiamo con l'aspettativa di incontrare delle creature onnipotenti, onniscenti totalmente buone non saremo soddisfatti. Infatti, gli dei greci non sono tutti così. Sono imperfetti e e strani, e hanno il loro modo di particolare di comportarsi. Non sono onniscenti a tutti gli effetti. Conoscono molte cose ma non conoscono ogni cosa. Hanno poteri eccezionali. Sono molto più forti di me o di te ma sono tutti così forti. E non tutti si comportano bene. Sono malvagi. In effetti sono proprio come io e te saremmo se solo non fossimo immortali e dotati di enormi poteri. Io credo che sia così che i Greci vedano i propri dei. Inoltre riguardo a ciò di cui abbiamo parlato, essi soffrono, devono superare prove e difficoltà cercano di trovare il loro posto tra i loro pari e costruirsi una propria vita e per quelli che, tra voi, fanno attenzione alle etimologie, saprete già guardando al titolo dell'opera di Esiodo La Teogonia di cui ci occuperemo nella settimana prossima, che gli dei possono nascere. Si, infatti, e gli dei possono essere pure immortali, ma secondo Esiodo e gran parte della tradizione, anche se gli dei nascono, c'è stato un tempo in cui essi non esistevano. Il titolo del poema di Esiodo, La Teogonia, si divide in due parole, "TEOS" e "GONIA" con "TEOS" che sta per "Dio" e "GONIA" che sta a significare nascita, una nascita che si intende tramite parto. Viaggieremo, quindi, attraverso quest'altro mondo grazie a Esiodo e agli Inni omerici. Ci troveremo in un mondo cronologicamente situato molto prima dei racconti omerici che abbiamo visto tramite gli eventi della Guerra di Troia e dopo di questa. Ci troveremo di nuovo ai tempi della creazione in una sorta di protozoico prima che la Terra si formasse. In questo tempo lontano umani e dei passavano il tempo gli uni di fianco agli altri. Ci accorgeremo di quanto è avvenuto. E ciò che vedrete vi impressionerà da una prospettiva Omerica ma sarà il mondo in cui ci stiamo per immergere. Quindi nelle prossime lezioni impareremo a conoscere le loro divinità. Li analizzeremo da vicino e spenderemo del tempo osservando le loro prove e e le loro peripezie mentre cercano di affermare il proprio nome. La Teogonia di Esiodo la vedremo questa settimana, e vedremo nella settimana seguente gli Inni omerici.