Quindi, mentre Odisseo è laggiù, sull'isola di Scheria, a ricevere una magnifica, eccezionale, esagerata ospitalità dai Feaci, ho pensato che voi ed io potremmo fare un mezzo passo indietro e introdurre il primo tra quelli che intendo definire i nostri attrezzi concettuali. In questo corso spenderemo parecchio tempo osservando queste grandi storie, cercando di appassionarcene, di individuarne i dettagli, illustrare quanto siano meravigliose, anche solo per poterne godere per quel che sono. Ma voglio anche impiegare un po' di tempo sollevando il cofano e armeggiando con quel che c'è lì sotto, cercando di capire come funzionano queste cose. Cosa è che rende un mito un mito? Nella parte iniziale del corso, abbiamo "steso" alcuni concetti sopra un'ampia forbice di tempo. E abbiamo fatto una ispezione davvero rapida e vasta delle idee sul mito nel corso del tempo, parlato di alcune in voga nel periodo classico, parlato di funzionalismo e algorismo, nello specifico, e di come questi sopravvissero attraverso il Medioevo, e nel Rinascimento, e poi delle differenti teorie che emergono nel Rinascimento grazie a persone come Fontenelle, che parla del mito come di una specie di mentalità proto-scientifica che tenta di interpretare il mondo attorno a noi. Abbiamo parlato dell'illuminismo e di David Hume, che pensava al mito come ad una primitiva mentalità ancestrale che grazie al cielo noi dalla mentalità scientifica abbiamo rimosso, e poi abbiamo citato i Romantici e la loro visione ben più ampia del mito come scrigno delle più alte verità che gli umani siano capaci di concepire. Avanzando dal periodo Romantico fino al ventesimo secolo, ci concentreremo su quattro specifiche scuole di pensiero, che ci forniranno alcuni metodi utili con cui maneggiare i miti che ci attendono. Per cui quel che intendo fare è iniziare ad allestire una cassetta degli attrezzi. Quando ci imbatteremo in cose, nei miti, che appaiono strane o interessanti, possiamo estrarre un attrezzo, applicarlo al mito e vedere se ne otteniamo qualcosa di interessante. Il primo di cui voglio parlare è il funzionalismo. Bronislaw Malinowski è la figura di riferimento qui. È nato nel 1884 e morto nel 1942. Malinowski fu una figura illustre delle scienze sociali, introdusse eccezionali innovazioni, personaggio fondamentale dell'antropologia, e anche molto interessante per la gente che studia i miti. Malinowski studiò le culture attorno a lui e notò che raccontavano storie, e anche che queste storie venivano ripetute più volte, e che ciò avveniva in "alcune specie" di momenti cruciali. C'erano momenti in cui le storie mitiche venivano recitate in società, e rivestivano un ruolo centrale nella costruzione della cultura. Più importante, Malinowski notò che c'era un particolare modo tramite cui queste storie venivano utilizzate dalle civiltà. Nello specifico, Malinowski sostenne che, quando le culture raccontano miti a loro stesse, quel che stanno facendo è legittimare certi tipi di norme sociali e culturali sotterranee che gli sono care. Per cui, i miti sono miti perché svolgono un certo tipo di funzione, e la funzione che svolgono è la legittimazione. Dunque i miti sono lì, e ci piace ascoltarli perché in loro è sempre presente questa funzione sotterranea. Sono al servizio di uno scopo. Non sono lì soltanto per deliziarci o intrattenerci, o per fornirci modelli, o istruirci sulla sorte delle strutture universali del cosmo. Invece, sono lì per confermarci che le nostre norme culturali e i nostri valori sociali sono quelli giusti. Le storie sono narrate in maniera tale da contenere un messaggio sottostante che promuove le nostre opinioni culturali sul mondo. Dunque i miti svolgono una funzione di legittimazione. Possiamo dedurne alcune cose, possiamo fare già da adesso alcune precoci osservazioni. Direte, sulla base della lezione appena tenuta, che le idee del funzionalismo sono già state parte del corso. Non è così? Ho ficcato una chiave di lettura funzionalista dentro alla lezione scorsa. Quando abbiamo parlato della xenia, cioè di questo valore culturale di soverchiante ospitalità, e dell'utilità, per la civiltà greca, di tutelare le esigenze del commercio, garantendo alla gente e ai popoli una sorta di territorio sicuro per poter commerciare tra di loro. E poi, abbiamo detto che le vicende di Odisseo a Odisseo a Scheria, coi Feaci, contribuiscono a ribadire, e legittimare, il valore sociale e culturale della xenia. Beh, stavamo ricevendo una lezione funzionalista. Voi ed io, in quanto greci, amiamo ascoltare questa storia. Se qualcuno ci chiedesse perché, beh, semplicemente è una storia grandiosa. Amiamo ascoltarla, tutto qui. Beh, Malinowski si farebbe avanti e direbbe: "i greci amavano ascoltare questa storia perché legittimava il loro investimento in questo valore culturale, la xenia, e la faceva sembrare una cosa normale, naturale". Quel che stiamo facendo, qua, è catapultarci in una interpretazione Ora, la nostra cassetta degli attrezzi si riempirà di un altro paio di utensili differenti. Andremo a parlare abbastanza presto dello strutturalismo, in effetti parleremo di psicanalisi e discuteremo anche di un'altra teoria chiamata "mito e rito". Funzionalismo, strutturalismo, psicanalisi, mito e rito, questi saranno i quattro utensili principali nella nostra cassetta degli attrezzi, e quando necessiteremo di loro e ne vedremo l'utlità, estrarremo l'attrezzo, lo applicheremo al mito e vedremo quali risultati otterremo. I nostri attrezzi non interagiranno tra di loro. Propongono differenti idee sul mito. Certi seguaci di uno tra gli approcci teorici potrebbe confutare l'utilità di un diverso approccio teorico, ma voi ed io saremo amici di tutti questi strumenti teorici e li metteremo al lavoro, nel momento adatto, per cercare di comprendere i nostri miti. Credo anche che li troverete utili durante le vostre letture dei miti. Intendo usarli nel nostro corso, e li segnalerò, ogni qualvolta mi accorgerò che sto usando uno di questi attrezzi teorici. Ma tenete anche i vostri occhi aperti e magari capiterà una o due volte, mentre sto infilando dentro una lettura funzionalista oppure, ogni tanto, un'interpretazione psicanalitica, oppure uno degli altri generi di approcci di cui disponiamo in questo corso, e voi direte a voi stessi, a-ha!, Struck si sta davvero comportando da funzionalista qui, e non se ne rende nemmeno conto. Ciò è grandioso! Questo è esattamente il genere di attività che dovreste svolgere. Potrete anche iniziare a sentirvi consapevoli di voi stessi mentre eseguite interpretazioni intuitive sui miti, quando li analizzate. "Beh, questo sembra che funzioni davvero in questa maniera", oppure "sta avvenendo in un altro modo". Sarete in grado di assegnare un nome alle mie interpretazioni, che probabilmente vi aspettano già al varco. Per finire, un paio di chiose sul funzionalismo, prima che proseguiate. Malinowski osserva che quando qualcuno compie una lettura funzionalista, ciò a cui sono interessati non è l'origine del mito, non stiamo parlando del quando un mito sia emerso, o da dove sia arrivato. Invece, siamo interessati a cosa tale società stia raccontando a sé stessa, e intendiamo sostenere che la ragion per cui una società narra un qualsivoglia mito a sé stessa è che quel mito aiuta a sottolinearne, legittimarne e verificarne le norme e i valori sociali e culturali. Va bene, dunque l'origine non è importante quando si tratta di funzionalismo. Invece, l'uso del mito nell'epoca in cui il mito viene raccontato, questo è quello a cui un funzionalista è più interessato. Interessato alla funzione: da qui il nome. Nota finale: i miti, per i funzionalisti, non sono interessati alle grandiose, universali rivelazioni delle più profonde verità umane: giusto? Ora potete vedere di che cosa siano in cerca i funzionalisti, e queste cose saranno i dettagli delle usanze personali. Quindi, rifacendoci ad un precedente commento che facemmo proprio all'inizio di questo corso, avevamo parlato delle differenti teorie contemporanee sui miti, e di come certa gente ritenga che i miti contengano verità universali, mentre altri riterrebbero che i miti contengano precise verità culturali. I funzionalisti sono nettamente per la specificità culturale, tra le varie fazioni. Vedono ciò come se fosse una finestra sulle peculiarità di un certo tipo di società. Le civiltà danno valore a cose differenti, per noi sarebbe un'esperienza del tutto estranea dare tale valore al genere di cose di cui ci stiamo occupando. Per esempio l'ospitalità o quel che potrebbe essere. Ma in realtà culture differenti affrontano queste cose in maniere diverse. Alcuni dei valori che la civiltà greca vuole sottolineare, legittimare e sostenere, ci appaiono del tutto ragionevoli; Altri sembreranno molto strani. Per cui osserveremo gli uni e gli altri. Quindi prestate attenzione agli attrezzi, li aggiungeremo alla nostra cassetta ogni poche settimane, durante la restante parte del corso. Presto avremo una scatola riempita con quattro differenti attrezzi, che useremo per interagire col nostro materiale, per vedere cosa possiamo ricavarne mentre avanziamo con il corso.