Abbiamo varcato la soglia con Odisseo. Si sta facendo strada attraverso questo palazzo straordinariamente ricco. Si avvicina ad Arete ed Alcinoo, la regina ed il re. Attorno a lui la nebbia si dissolve; egli compie il suo balzo e afferra le ginocchia della regina. Ciò appare piuttosto strano. Questo è un comportamento bizzarro. Com'è che qualcuno semplicemente si reca da qualcun altro e gli afferra le ginocchia? Beh, si sta cimentando in un'usanza greca che gli conferisce immediato prestigio, in qualità di ospite. Aggrapparsi alle ginocchia di qualcuno vi rende supplici: a questo punto costoro vi devono ospitale amicizia, per giunta quel tipo di ospitalità che ci si aspetta venga offerta da un'illustre persona verso chiunque sia uno di questi ospiti. Ora, diventare un gradito ospite è una buona cosa e autorizza a fare ogni tipo di richiesta ai vostri anfitrioni, nel caso siano buoni padroni di casa. Se i vostri padroni di casa sono cattivi anfitrioni non si sa mai cosa potreste ottenere, ma i buoni anfitrioni dimostrano quanto buoni essi siano tramite la loro ospitalità. Questa non è una generica ospitalità, è un tipo di ospitalità speciale e soverchiante. In greco, le dedicarono una parola speciale: è chiamata xenia, scritta lì in caratteri greci. Se volete tentare di pronunciarla, zenia va bene, come se iniziasse con una z, o anche, per essere un po' più precisi, la si può pronunciare con la sonorità della x all'inizio: xenia. Pensate ai taxi senza il "ta" all'inizio: xenia. E questa vi indica, questa contrassegna una tradizione di straordinaria, soverchiante ospitalità. Se una persona giunge sul litorale di qualcun altro, l'altra persona, la cui spiaggia sta venendo calpestata, deve a quel visitatore, che era estraneo alla loro famiglia, una strepitosa ospitalità. Ora, l'ospitalità non è solo, come sapete, offrire alla gente un bicchiere d'acqua, dar loro una pacca sulla schiena e mandarli per la loro strada. È un qualcosa che... è un diritto sacro. È una componente importante, centrale, del codice di comportamento aristocratico greco. Si pensava che i visitatori fossero da Zeus, sentiamo nel libro settimo. I diritti dei supplicanti sono sacri, sentiamo. L'illustre feace nel libro settimo, pagine 184 e 185, ci espone ed illustra l'intera norma, dicendo "dobbiamo fare attenzione a tutto ciò. Sì, dobbiamo essere davvero gentili verso questi ospiti, perché questo è un nostro sacro dovere. L'obbligo di essere ospitali è anche citato da Nausicaa alle sue ancelle, a pagina 175 nella traduzione di Fagles. Ella dice "forza, dobbiamo essere gentili verso questa persona. Dobbiamo assicurarci di fornirgli un po' di ospitalità, cibo e qualsiasi cosa in nostro potere, perché così va fatto. Questi stranieri vengono in nome di Zeus." Zeus sovrintende questo intero ambito. È l'ulteriore prova di quanto importante sia questa pratica. Dicevamo, l'ospitalità è interpretata in rapporto ad una scala, in cui, sempre, il più equivale al meglio. Più sountuosi saranno i doni che potrete offrire allo sconosciuto, più esagerati saranno, più starete praticando la xenia e, allo stesso tempo, più voi stessi dimostrerete di essere una di quelle grandi persone capaci di donare ogni genere di meraviglia a qualcun altro. È anche produttivo, dato che distribuendo sontuosi regali sottolineate il vostro status sociale. Per cui potreste iniziare dal cibo, e offrendo alla persona la possibilità di lavarsi; poi vestiti nuovi e un letto, "e perché non stai con noi, organizzeremo una grande celebrazione per te, macelleremo molte dozzine di animali costosi, e terremo giochi in tuo onore, inviteremo gente da tutto il nostro paese, verranno a decine e centinaia per unirsi a noi e celebrarti, o straniero, chiunque tu sia, e prendi 100 tripodi d'oro se ti va, e perché non sposi mia figlia, ti stabilisci ed erediti il mioregno? Queste sono le cose che ci si aspetta che tu faccia secondo la progressione della xenia. Si offrono cose esagerate alla persona, al punto da rendere la cosa piuttosto imbarazzante, troppo è meglio di abbastanza, e più fai, miglior persona che sei. Quindi, tutto questo avviene mentre allo stesso tempo dallo straniero non riceviamo nulla in cambio. Notate quali siano gli obblighi di Odisseo: nessuno, zero. Sta semplicemente lì a farsi intrattenere volentieri, cibato, coccolato, lusingato, adulato, al centro dell'attenzione. Questo è tutto ciò che Odisseo è tenuto a fare. Non ha alcun obbligo. In effetti l'assenza di obblighi è così estrema, che non si preoccupano nemmeno di domandargli il nome. Non sanno nemmeno chi egli sia, per tutto il libro ottavo. Solo alla fine del libro ottavo il re Alcinoo pensa che sia appropriato, dopo la straordinaria ospitalità che ha offerto all'ospite. A questo punto egli pensa che sia appropriato chiedere il nome del nostro straniero. Per cui, cos'è questa xenia? Perché questo genere di ospitalità? Probabilmente la miglior risposta è contenuta in una sola parola: commercio. Ricordate quel mar Mediterraneo di cui parlammo all'inizio del corso, ne parlammo come di un mare "contaminato", capace di unire tutte le diverse culture antiche? Beh, è certo che, nelle civiltà che intendono beneficiare del commercio, il fatto di possedere un elemento, entro il proprio contesto culturale, che dice che siete tenuti a trattare molto bene gli stranieri, aiuti ad oliare la ruota del commercio per tutte le civilità coinvolte. I greci beneficiarono senza dubbio di ciò, e l'esibizione di sontuose ospitalità era al tempo stesso un modo per assicurarsi che la gente ritenesse le vostre spiagge destinazioni amichevoli, e, con benevolenza, vedesse in voi dei partner commerciali. Una cosa davvero molto, molto conveniente da fare. Per cui, abbiamo visto Odisseo riattivare l'ingegno, per risvegliare le sue abilità oratorie e di persuasione. S'è procurato del vestiti, e ora ha fatto in modo di trovarsi al centro di quel che si presume essere una società molto potente e disposta ad aiutarlo, Ha stretto ginocchia che gli hanno garantito l'immediato status di supplice presso queste persone in grado di fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno. Ora lo vedremo guadagnarsi, nel resto dei libri settimo e ottavo, quel genere di cose di cui più ha bisogno, e cioè il cibo, un posto sicuro in cui ritemprarsi, la possibilità di riposarsi, di ricaricarsi, e infine ottenere anche uno strappo verso casa. I Feaci saranno il collegamento di Odisseo, non soltanto del suo ritorno entro la società umana, permettendogli di ritemprarsi, ma saranno anche quelli che lo riporteranno ad Itaca.